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AREA CLINICA DI COMPETENZA
Accoglimento con un primo colloquio.
Analisi dei bisogni e avvio di un progetto
Relazione genitore-bambino
(attaccamento distorsioni difensive, rabbie, confusione e marcata disorganizzazione)

ADOLESCENTI

Adolescenza

Il quadro di riferimento che ritengo più utile per comprendere la complessità delle dinamiche adolescenziali è quello psicoanalitico. Si è messo in evidenza che il giovane, impegnato nel suo processo di sviluppo, tenda naturalmente a iperinvestire il mondo esterno, il corpo e le sensazioni a scapito del pensiero e del mondo interno, nell'attesa di potersene pienamente approppriare.Non c'è dubbio che le teorie possono aiutarci ad aiutare l'adolescente, a condizione, però, che si abbia il coraggio di percorrere accanto a lui il suo tragitto, partecipando ed esponendoci alle sue turbolenze, acrobazie, travagli emotivi, smarrimenti ed incertezze.

L'ascolto del giovane, dunque, impegna in modo globale. Esponendosi nell'offrire la propria persona alla relazione, accetta di essere percepito e gradualmente conosciuto dall'adolescente. Nel lavoro con il bambino e con l'adulto, l'ascolto viene ad avere una connotazione particolare ,la necessità o il desiderio della ricerca dell'altro. Mentre l'adolescente che per ragioni esistenziali è alla ricerca di sé pone ulteriori complicazioni. Infatti prevale, sebbene abbia il bisogno di presentarsi ed essere conosciuto, il fare da sé e l'urgenza di conoscersi e definirsi come persona. Avere una propria identità: questo è il problema centrale che tormenta l'adolescente e intorno al quale ruotano tutti i suoi interessi, preoccupazioni, comportamenti e reazioni.

Tutte le sue manifestazioni, compresi i sintomi, che quasi sempre mobilitano i genitori, vanno viste, prima di tutto in un più ampio contesto di esperienza-conoscenza e in riferimento alla funzionalità in termini di crescita e di costituzione di identità.La stessa scelta del sintomo ci orienta sull'insieme della situazione e segnala il punto di sofferenza, la difesa e i mezzi per affontare ambedue. Vale a dire, che nella misura in cui il sintomo esprime l'angoscia e, contemporaneamente, cerca di contenerla, esso permette di stabilire un contatto con i propri sentimenti e con le proprie capacità, proponendo nei fatti una prima risposta ai tormentosi dubbi su sé stesso (Bon de Matte, 1998).
(Considerazioni tratte dal Convegno di aggiornamento “Il corpo che vorrei”
Adolescenza e trasformazioni corpo-mente. Una lettura psicoanalitica).
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